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Gepidi
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
I Gepidi, Germani orientali forse parte della famiglia mwfwgotica, migrarono dalle sponde del mwgaMar Baltico alla regione dei mwgqCarpazi, dove nel mwgg231 furono fermati proprio da Goti, già da tempo insediati nell'area. Sembra però che siano stati menzionati per la prima volta attorno all'anno mwgw260, quando parteciparono all’invasione della mwhaDacia, dove poi si stabilirono al tempo di mwhqGiordane (metà del mwhgVI secolo). I Goti infatti, dopo esser giunti dalla Scandinavia in mwhwScizia, si divisero in tre tribù denominate in base alla posizione geografica: mwiaVisigoti (Goti dell'Ovest), mwiqOstrogoti (Goti dell'Est) e Gepidi (Goti del Nord).
La loro mwkgmitologica e antica origine è riportata proprio nelle mwkwmwlaOrigini e azioni dei Goti di Giordane, dove si afferma che il loro nome derivava dalla loro tarda e lenta migrazione dalla mwlqScandinavia:
«Ricorderai sicuramente che all'inizio ho detto che i Goti vennero via dal seno dell'isola di
Scandza
con
Berig
, il loro re, salpando con sole tre navi verso le nostre sponde dell'Oceano, cioè a
Gothiscandza
. Una di queste tre navi si dimostrò più lenta delle altre, come al solito, e così si dice che abbia dato il nome alla sua
tribù
, in quanto nel loro linguaggio
gepanta
significa
lento
»
(Giordane XVII, 94-95)
È stato ipotizzato che Giordane abbia tacitamente offerto un'altra spiegazione per l'origine del loro nome quando disse che tutti i Goti discendevano da "mwmqmwmgGapt, da cui venne Hulmul..." (Giordane XIV, 79). L'interpretazione più comune è che mwmwGapt sia una mwnapronuncia scorretta di mwnqmwngGaut (l'mwnwOdino della mwoamitologia norrena), il fondatore del Regno dei mwoqGeati, una tribù, spesso considerata, di Goti rimasti in mwogScandinavia (mwowScandza).
Nella sua opera Giordane segue i Gepidi "mwpqfino alla provincia di Spesis, su un'isola circondata dalle basse acque della mwpwVistola", un'area che per lui era l'estensione più occidentale della mwqaScizia, dove i Gepidi erano "mwqqcircondati da grandi e famosi fiumi. La mwqgTisia scorreva a nord e nord-ovest, a sud-ovest il grande mwqwDanubio. A est è tagliato dal Flutausis, un rapido e turbolento corso che si getta nelle acque del Danubio". Così, dunque, all'epoca di Giordane, i Gepidi si erano stabiliti nell'antica Dacia, nella mwrqMesia Superiore e sul lato orientale del mwrgTibisco, un fiume che si snoda nelle pianure dell'mwrwUngheria per gettarsi nel Danubio (Giordane V, 33; XXII, 113).
Il primo re gepido di cui si ha notizia è mwsqFastida, che convinse il suo quieto popolo ad intraprendere guerre di conquista. Sopraffece i mwsgBurgundi, quasi annientandoli nel mwswIV secolo, quindi chiese ai Goti una parte del loro territorio; questi però rifiutarono, sconfiggendo i Gepidi in battaglia. Come i Goti, anche i Gepidi si convertirono all'mwtaArianesimo.
Nel mwtg375, insieme agli mwtwOstrogoti, dovettero sottomettersi agli mwuaUnni, di cui furono tra i principali mwuqvassalli. Sotto la guida di re mwugArdarico, i guerrieri gepidi si unirono alle forze di mwuwAttila nella mwvaBattaglia dei Campi Catalaunici, in mwvqGallia (mwvg451). I Gepidi si scontrarono coi mwvwFranchi e i mwwaVisigoti, che combattevano come mwwqfederati al fianco dei mwwgRomani. Secondo Giordane, i morti furono circa 15.000. Tale lealtà era dovuta a legami personali tra i re, tant'è che dopo la morte di Attila nel mwww453, i Gepidi e altri popoli si allearono per sconfiggere i suoi successori, che già si stavano dividendo i territori conquistati. Guidati da re mwxaArdarico, i Gepidi spezzarono il giogo degli Unni nella mwxqBattaglia del fiume Nedao (mwxg454):
«Uno spettacolo notevole, dove si potevano vedere i Goti combattere con le picche, i Gepidi infuriare con le spade, i
Rugi
che rompevano le picche nelle loro stesse ferite, gli
Svevi
che combattevano a piedi, gli Unni con gli archi, gli
Alani
pesantemente armati che disegnavano una formazione di battaglia e gli
Eruli
dalle leggere armature»
(Giordane L, 261)
Dopo la vittoria, i Gepidi occuparono il territorio situato nei Monti mwaaCarpazi:
«I Gepidi, grazie al loro potere, si guadagnarono i territori degli Unni e governarono come vincitori su tutto il territorio della Dacia, domandando all'Impero romano soltanto la pace e un tributo annuale come segno della loro amichevole alleanza. All'epoca, l'
imperatore
garantì questo liberamente e ancora oggi questa razza riceve gli usuali doni dall'imperatore romano»
(Giordane L, 264)
Non molto tempo dopo la Battaglia del Nedao, le antiche rivalità tra Gepidi e Ostrogoti tornarono a galla e nel mwba504 i primi furono scacciati dalle loro terre da mwbqTeodorico il Grande.
Raggiunsero l'acme del loro potere dopo il mwbw537, quando si stanziarono nella ricca area attorno a mwcaBelgrado. Nel mwcq546, l'mwcgImpero bizantino si alleò con i mwcwLongobardi per espellere i Gepidi dalla regione. Nel mwda552 subirono una disastrosa sconfitta nella mwdqBattaglia di Asfeld, furono sottomessi dagli mwdgAvari nel mwdw567 e scomparirono così dalla storia; i pochi superstiti vennero assorbiti dai Longobardicite-ref-2[2]cite-ref-rovagnati31-3-0[3]. Gli Avari si impossessarono di quasi tutto il loro territorio, salvo mwgaSirmio e il litorale mwgqdalmata che tornarono ai Bizantinicite-ref-rovagnati31-3-1[3]cite-ref-jarnut22-4-0[4].
L'ultimo re dei Gepidi fu mwiwCunimondo, succeduto a mwjaTurisindo. Dopo alcune vittorie contro i Longobardi, alleati con gli Avari, fu sconfitto e ucciso nel 567 nel tentativo di riavere la figlia mwjqRosmunda, rapita dal re longobardo mwjgAlboino. Quest'ultimo, secondo una tradizione di guerra del suo popolo, ricavò una coppa dal cranio di Cunimóndo per festeggiare la vittoria, obbligando Rosmunda a bere dal cranio del padre. La donna sarebbe diventata regina dei Longobardi ed avrebbe vendicato il padre facendo uccidere Alboino nel mwjw572.cite-ref-5[5]
Siti archeologici in Romania
Altre necropoli in Romania sono:
• mwoaMiercurea Sibiului
• Morești
• Band, mwpqTransilvania
• mwpwNoșlac
• mwqqBrateiu
• mwqwȘeica Mică, mwraDistretto di Sibiu
• mwrgTimișoara Freidorf site, NAR code 155252.03
• Necropoli reale da Apahida
• mwsgTurda: qui c'è una delle tombe mwswgermaniche più ricche mai trovate in Romania, è la mwtatomba Franziska, che fu trovata in un sito mwtgromano e che è databile al mwtwV secolo.
Tesori gepidi sono stati trovati anche a mwuqSomeșeni e a Şimleu Silvaniei.
Note
cite-note-11. ↑ mwwqmwwgmwwwGepidi nell'Enciclopedia Treccani, su mwxatreccani.it. mwxqURL consultato il 31 ottobre 2016.
cite-note-22. ↑ Paolo Diacono, mwyqI, 27.
cite-note-55. ↑ mw2wmw3aCunimondo re dei Gepidi, nell'Enciclopedia Treccani
Bibliografia
• citerefjarnutJörg Jarnut, Storia dei Longobardi, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 88-06-16182-2.
• mw4qPaolo Diacono, mw4gmw4wHistoria Langobardorum, in mw5aGeorg Waitz (a cura di), Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI–IX, in Monumenta Germaniae Historica, Hannover, 1878, pp. 12-219.
• citerefrovagnatiSergio Rovagnati, I Longobardi, Milano, Xenia, 2003, ISBN 88-7273-484-3.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gepidi
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itGepidi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiovanni Battista Picotti, GEPIDI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-storiagepidi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itGèpidi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Gepidae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Giordane Archiviato il 24 aprile 2006 in Internet Archive.: e-text
• ed. Lászlo Makkai e András Mócsy (2001). History of Transylvania, II: István Bóna, "From Dacia to Erdöelve: Transylvania in the period of the Great Migrations (271-896)": 3."The Kingdom of the Gepids", su mek.oszk.hu.